Rilancio delle Relazioni Industriali e nuovo modello di banca

Rilancio delle Relazioni Industriali e nuovo modello di banca

Cinque domande a Sandra Paltrinieri - Segretaria Responsabile della Fiba Cisl di Unicredit Group.

1) Unicredit, banca nazionale a vocazione internazionale per eccellenza. Com'è lo stato delle Relazioni Sindacali con il gruppo sui principali temi sul tappeto?

Le relazioni sindacali all’interno di UniCredit Group si sono sempre contraddistinte da grande rispetto della reciproca controparte e costante coscienza della problematica via via affrontata, seppur nella diversità delle posizioni e degli stessi interessi che vi sottostavano.

Se appare, forse, storicamente superato il connotato di relazioni concertative, tuttavia, specialmente alla luce dei recenti Accordi inerenti ai Piani Industriali posti in essere, questa modalità di addivenire a protocolli ove fosse esplicitata la volontarietà, la incentivazione nei confronti delle risorse umane coinvolte e la concomitante, complessiva condivisione di entrambe le parti, ha finito per prevalere costantemente.

Certo, c’è ancora molto da lavorare per affinare gli approcci, specialmente sul versante delle informazioni preliminari, e, soprattutto da parte datoriale, per aumentare la qualità e la trasparenza delle informazioni, fondamentali per una conoscenza adeguata del tema in discussione.


2) Alla luce dei progetti del gruppo Unicredit, come valorizzare le professionalità presenti con le modifiche del modello di banca e di presenza sul territorio del gruppo?

Come Sindacato e come Fiba Cisl abbiamo sempre tenuto in gran conto le professionalità acquisite dai dipendenti.

Tuttavia, i continui mutamenti del modello organizzativo hanno finito per portare al superamento del sistema inquadramentale vigente, riducendo alquanto la qualità delle mansioni, attraverso una fungibilità troppo spesso imposta dalle diverse riorganizzazioni e attuata dall’Azienda stessa in maniera pressoché unilaterale.

È nostra intenzione addivenire a un nuovo sistema inquadramentale che, partendo dall’analisi dei ruoli, possa seguire il mutamento organizzativo e si accompagni a un equilibrato riconoscimento del bagaglio di conoscenze acquisite, senza ulteriormente svilire potenzialità e attitudini.

Il sistema EQF, vale a dire la certificazione delle qualifiche, intese come somma di conoscenze, capacità e competenze necessarie per svolgere correttamente determinate attività, dovrà essere la base sulla quale costruire questo nuovo sistema.


3) Essere un player bancario con una forte presenza all'estero, consente di trarre esperienze utili anche dalle banche del gruppo al di fuori dell'Italia. Quale positiva esperienza può essere segnalata?

Uno degli strumenti partecipativi più idonei a conoscere le altre realtà ricomprese nel Gruppo UniCredit è senza dubbio il CAE.

In tale ambito, Azienda e Organizzazioni Sindacali sono in grado di scambiarsi adeguate informazioni sulla situazione complessiva del Gruppo, permettendo una interazione che, sebbene rimanga sul livello consultivo, tuttavia consente anche di comprendere i punti di debolezza della struttura aziendale e quelli di eccellenza.

Crediamo che il CAE vada potenziato specie nell’accrescimento della consapevolezza di essere un Gruppo di respiro internazionale, senza legarsi troppo ai localismi e alle connesse problematiche ma spaziando in questa  conoscenza per mettere a fattor comune esperienze utili nell’ambito delle stesse Relazioni Sindacali.

4) Esodi, contrattazione integrativa, welfare, modifiche del modello distributivo. Su quali di questi fronti sarà importante l'azione propositiva del sindacato per il rilancio dell'azione di Unicredit a fronte dei grandi cambiamenti epocali del nostro tempo?

L'Accordo e il Protocollo 28 giugno 2014 sottoscritti in UniCredit costituiscono una sfida importante a tutto campo su una serie di tematiche di fondamentale rilevanza.

Nell'impossibilità di definire con immediatezza tutti gli argomenti, si è deciso, nelle linee guida delle intese sottoscritte, di continuare, senza soluzione di continuità, le trattative su una serie di materie, fra le quali appunto gli esodi, la contrattazione integrativa, il welfare, il sistema degli inquadramenti.

L'azione propositiva del Sindacato è valsa a trasformare le difficoltà legate al piano industriale in opportunità per molte di queste materie.

Per gli esodi, terminata la fase-uno legata alle uscite dei dipendenti che matureranno il diritto a pensione entro il 2018, si affronterà, con i criteri ispiratori che hanno suggerito gli accordi tempo per tempo sottoscritti nel Gruppo, la seconda fase che riguarderà invece i rimanenti 2.700 esuberi, mediante l'utilizzo della sezione straordinaria del Fondo di Solidarietà.

A fronte della realizzazione delle uscite, un risultato importante è stato quello di aver ottenuto la stabilizzazione di 670 apprendisti e l'assunzione di 800 giovani, che avverranno tutte entro il 2015.

Per quanto concerne la contrattazione integrativa, a fronte delle proposte avanzate dall'azienda, che andavano nel senso di un azzeramento totale di tutti gli istituti derivanti da contrattazione stessa o prassi aziendali, le opposizioni del Sindacato hanno fatto si che si salvasse il maturato dei premi 25° e 35° anno, con l'immediata monetizzazione a novembre 2014 di quest'ultimo, unitamente all'erogazione del premio straordinario 2013 e che  si conservassero tutte le prassi in essere ( indennità di rischio, pendolarismo, ticket pasto ecc..).

Verrà poi istituita una commissione welfare che, attraverso una serie di incontri tecnici, traccerà le linee guida per il riordino dell'intera materia, in un'ottica di equità distributiva e maggiore benessere per tutti i dipendenti.

5) Credito alle famiglie ed alle imprese all’interno di un nuovo modello di banca. Nell'ambito della contrattazione sindacale di gruppo, si possono ricavare in Unicredit spazi per una più efficace valorizzazione della rete delle filiali a servizio del sistema economico e produttivo del nostro sistema paese ?

Questo è un tema delicato. UniCredit ha varato l'ennesima riorganizzazione della rete, che tende, tra l'altro, ad alleggerire le filiali tradizionali  con una  maggiore valorizzazione della consulenza remota, al fine di sviluppare maggiormente nuovi canali telematici di contatto con  la clientela.

Per fornire un sostegno concreto allo sviluppo del sistema economico e produttivo occorre però, a nostro avviso, che si rivedano i criteri della concessione del credito a famiglie ed imprese, nell'ambito delle normative e direttive nazionali ed europee,  rimettendo così in moto un circuito virtuoso di finanziamento al consumo e alla produzione senza il quale verremmo meno a quello che deve essere il ruolo principe di una banca in un sistema economico sano, dando, altresì, un importante contributo all'uscita dalla crisi.

In questo senso si intravedono i primi segnali positivi, ad esempio nel campo dei mutui, che hanno visto negli ultimi mesi, complice una moderata ripresa del mercato immobiliare, un aumento percentuale delle richieste e delle correlate erogazioni.

Gianni Vernocchi

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