BPB, la forza della tradizione al servizio del mezzogiorno

BPB, la forza della tradizione al servizio del mezzogiorno

Cinque domande a Girolamo Loconsole - Segretario Responsabile Fiba Cisl della Banca Popolare di Bari

1) La Banca Popolare di Bari dispone di quasi 400 filiali in 13 regioni, dalla Lombardia alla Calabria, con 3200 dipendenti e 550.000 clienti.

Nel gruppo bancario fanno parte anche Cassa di Risparmio di Orvieto (47 sportelli) e Banca Tercas & Caripe (43 sportelli).

E' la decima Banca Popolare per dimensione di attivi, compresa dunque nella lista degli Istituti cooperativi che dovranno divenire Spa, dopo il recente Decreto convertito in legge dal Parlamento.

Come ha vissuto il gruppo questa importante novità e come si sta preparando a questo difficile passaggio epocale?

 

E’ da qualche decennio che i lavoratori della Banca Popolare di Bari vivono costantemente e quotidianamente la rapidità dei cambiamenti causati dalle numerose fusioni ed acquisizioni sin qui compiute.

Oggi sono impegnati, insieme ai colleghi di Tercas & Caripe, nel delicato passaggio che interessa queste diverse realtà aziendali per la condivisione di nuovi modelli organizzativi, sia dal punto di vista operativo che relazionale.

L’ ulteriore novità del passaggio a Società per Azioni è, attualmente, vista come un’ ennesima sfida.

Le ombre sul futuro sono ovvie ma non mancano spiragli di luce.

La difesa del legame con i territori di radicamento è l’ obiettivo primario, per ora, dell’azione del gruppo bancario, mentre la filosofia aziendale che punta sul rapporto privilegiato tra persone-clienti  e  persone-dipendenti rappresenta lo strumento forte per affrontare i tempi nuovi che abbiamo davanti a noi.

 

2) Il gruppo si è ricapitalizzato con successo (500 milioni di Euro) ed ha in essere il Piano Industriale 2012-2016 che prevede significative modifiche del modello della rete distributiva.

Cosa significa essere oggi il primo gruppo bancario autonomo del Mezzogiorno, in un contesto economico e sociale particolarmente difficile ove la crisi arriva prima e la ripresa tarda a farsi vedere rispetto ad aree del paese a maggiore vocazione industriale?

 

Forse oggi non più vero, ma sino a qualche tempo fa il management aziendale si inorgogliva affermando che: “in Banca Popolare di Bari i dipendenti sono persone e non matricole”.

Oggi è difficile ricordare il nome di tutti i colleghi alla luce della forte espansione dimensionale registrata dal gruppo con le numerose acquisizioni.

Certamente, però, i risultati ottenuti sono legati in gran parte alla “tradizionale” disponibilità dei dipendenti a “impegnarsi in prima persona” nelle incredibili imprese che l’azienda ha voluto affrontare.

Il quotidiano è spesso una sorpresa soprattutto per i colleghi della rete distributiva.

 

3) L'acquisizione ed il salvataggio di Banca Tercas & Caripe consente al gruppo con 120 filiali di essere ben presente in Abruzzo con una rete di sportelli superiore rispetto a quella della Regione di elezione, la Puglia (80 filiali).

Cosa ha rappresentato per Banca Popolare di Bari questa nuova integrazione, che ha fatto salire a 26 il numero delle acquisizioni dal febbraio 2008?

Come sta andando il processo di omogeneizzazione dei trattamenti normativi e contrattuali, tra diverse banche appartenenti al medesimo gruppo?

 

L’ acquisizione di una realtà grande come quella di Tercas & Caripe ha, nella storia aziendale, una similitudine nello storico matrimonio con Nuova Banca Mediterranea.

Anche allora l'operazione si svelò assai complessa per dimensione, gestione ed omogeneizzazione delle diverse “tradizioni” bancarie.

L’ integrazione con Tercas & Caripe è però ancora agli inizi;  certamente il recente passato di queste aziende bancarie non è “facilitante” per ricostruire una rinnovata fiducia nel futuro per i colleghi nelle realtà di Tercas e di Caripe, nel contesto dell'auspicabile rilancio della presenza del gruppo bancario nei variegati territori di radicamento.

La partita della “omogeneizzazione dei trattamenti” è ancora tutta da giocare; le precedenti sfide sono state complesse, ma ritengo eque.

Oggi lo spettro della crisi potrebbe condizionare il tavolo che andremo presto ad aprire, ma non mancherà certamente il nostro impegno per costruire soluzioni condivise, sostenibili e di garanzia per tutti i lavoratori e per le lavoratrici.

 

4) Nell'anno 2014 è stato distribuito il Premio Aziendale, pur in un contesto economico e di redditività piuttosto difficile per il gruppo.

Vogliamo fare il punto sulle Relazioni Sindacali con lo specifico apporto della Fiba, che vanta una tradizione di forte radicamento in Banca Popolare di Bari?

 

Sono dipendente di Banca Popolare di Bari dal lontano 1979 ed RSA dal 1984.

Posso dire di essere tra i più anziani ed ho vissuto in prima linea tutti i momenti topici ed anche quelli più difficili.

Il gruppo dirigente del gruppo ha, con costanza e determinazione, puntato ad afferrare tutte le opportunità che si creavano.

Sul fronte delle Relazioni Sindacali, siamo stati artefici del "Fondo Pensione dei Dipendenti di Banca Popolare di Bari" ed abbiamo costruito un welfare aziendale, il tutto anche in periodi miseri.

Il confronto con la banca non è mai stato “semplice” ed attualmente risulta ancora più complesso, in quanto collegato ad un turbinio di iniziative che devono essere sempre revisionate, dall’ occhio sindacale, mentre sono in itinere.

Nel tavolo di contrattazione, le disponibilità economiche sono state sempre “misurate e parsimoniose”, spesso di gran lunga inferiori a quelle di altre aziende bancarie comparabili.

Attualmente il Piano Industriale 2012-2016, che ha iniziato una radicale metamorfosi organizzativa e procedurale della banca, deve ancora completarsi e già si presentano altre nuove questioni.

Probabilmente ciò è comune nelle grandi Banche e riguarderà sempre piu' anche la Banca Popolare di Bari!

 

5) Il Presidente della Banca Marco Jacobini ha sempre puntato sul valore dell'autonomia per un gruppo, che vuole continuare ad essere un punto di riferimento nel Mezzogiorno.

Qual'è il contributo costruttivo che potrebbe dare il sindacato, in particolare la Fiba, per valorizzare i tradizionali valori della Banca Popolare di Bari a servizio di famiglie e imprese, in stretto collegamento con gli storici territori di radicamento ed accompagnare i grandi cambiamenti del nostro tempo?

 

La Banca Popolare di Bari è stata costituita con il principio di autonomia nel suo DNA per dare all’economia del proprio territorio un apporto costruttivo nell'accompagnare la crescita di famiglie ed imprese.

La sua rivale prescelta è stata, per lunghi anni, la Cassa di Risparmio di Puglia, un colosso rispetto a Banca Popolare di Bari.

Questo spirito epico del “Davide contro Golia” è ancora vivo.

Il “contributo” di un sindacato confederale, come il nostro, in una banca come l’attuale Popolare di Bari si deve concretizzare con la costante ed attenta azione di “tutela” di quelle economie reali, a spiccato carattere sociale, presenti su gran parte dei territori meridionali.

A ciò la Fiba Cisl deve associare la forte e determinata azione di “contrasto” ad iniziative meramente speculative ed esclusivamente finanziarie, orientate nel breve termine, che diventano mortali in zone, come le nostre, dove i fenomeni di criticità economica sono lenti ad insediarsi, ma ancora più lenti ad abbandonarci.

Gianni Vernocchi

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19/04/2015 ,Articoli, rassegne stampa
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