CARIGE CERCA IL SUO RISCATTO, TRA PIANO INDUSTRIALE E RIASSETTO ORGANIZZATIVO

CARIGE CERCA IL SUO RISCATTO, TRA PIANO INDUSTRIALE E RIASSETTO ORGANIZZATIVO

Cinque domande ad Alessandro Mutini - Segretario Responsabile First Cisl del gruppo CARIGE

1) Il moderno concetto di banca si sviluppa a Genova e in Toscana nel XV° secolo.

Il francescano Beato Angelo da Chivasso fonda il Monte di Pietà di Genova nel 1483, antico nucleo di quella che oggi è Banca Carige.

Con oltre 500 anni di tradizione, Carige è uno dei principali gruppi bancari, conta oltre 620 filiali diffuse su tutto il territorio nazionale con oltre 2 milioni di clienti e 5.222 dipendenti.

La Banca, sta attraversando grandi cambiamenti, resi visibili anche dalla nomina del nuovo Consiglio di Amministrazione presieduto da Cesare Castelbarco Albani e dal nuovo Amministratore Delegato Piero Luigi Montani.

Come possiamo presentare il gruppo Carige?

Il Gruppo è impegnato a recuperare appieno il proprio ruolo di banca di riferimento dei territori in cui è presente, con una particolare attenzione alla Regione da cui ha avuto origine, con una storia antica e ben radicata, alle province di Savona e Carrara, le cui Casse di Risparmio continuano ad essere il riferimento bancario più importante, a Lucca ed a gran parte del Centro - Nord del Paese.

E’ un Gruppo caratterizzato ancora oggi da un forte senso di appartenenza dei colleghi che vi operano e che sta velocemente imparando ad avere un atteggiamento più aperto e recettivo verso il sistema e nei confronti dell’innovazione organizzativa.

L’Azienda negli ultimi tre anni ha vissuto una serie di problematiche gravi, molte delle quali legate anche al vecchio assetto proprietario, che hanno richiesto una serie di interventi: sul bilancio, sul patrimonio, sul profilo organizzativo, ecc., i quali hanno dato dei risultati certamente positivi, ma non ancora risolutivi tanto che saranno necessarie altre iniziative.

Determinanti sono stati, sono e resteranno i colleghi, come è stato riconosciuto dallo stesso Amministratore Delegato Montani nel corso dell’ultima Assemblea degli Azionisti.

2) Il gruppo bancario ligure ha reso noto nel marzo scorso il Piano Industriale 2015-2019 intitolato "Accelerare il ritorno alla crescita", ove viene sancita la necessità di rafforzare il patrimonio con interventi su capitale e RWA, la riduzione del profilo di rischio con un aumento del coverage ratio sulle sofferenze e la revisione ed ottimizzazione dei costi.

Possiamo fornire un primo commento sul nuovo "Piano Industriale" del gruppo Carige?

 

Molti interventi sono già stati effettuati nel 2013 e nel 2014.

In questi giorni è in corso il secondo aumento di capitale, imposto dalla BCE dopo l’esito degli Stress Test, che fa seguito a quello effettuato nel 2014 e che porterà ad un rafforzamento patrimoniale tra i più consistenti del panorama italiano.

L’opera di riclassificazione e di coverage sulle sofferenze è stata già rilevante ed il fatto che sono previsti ulteriori interventi, anche di diversa natura rispetto a quelli effettuati negli ultimi due anni, testimonia la responsabilità della vecchia governance in merito all’erogazione dei crediti.

Questo problema riguarda tutto il sistema, come da molto tempo la FIBA, oggi FIRST, denuncia, ma ciò che è accaduto in Carige ne è una delle espressioni più gravi.

Come FIRST abbiamo appoggiato l’opera di pulizia e messa in sicurezza, sempre però evidenziando l’assenza di responsabilità dei lavoratori del Gruppo, che anzi spesso hanno dato segnali rimasti totalmente inascoltati.

Migliorare la qualità del credito, senza penalizzare l’impresa locale e le famiglie, aumentare la patrimonializzazione  e la liquidità sono obiettivi essenziali per il rilancio del Gruppo ed il fatto di aver già raggiunto un buon risultato non può che farci piacere.

Sul piano del contenimento dei costi siamo ovviamente disponibili a continuare il confronto con lo spirito che ha condotto Azienda e Sindacati alla firma dell’Accordo di Piano del 30 settembre 2014, puntualizzando tuttavia che il risparmio sulla voce “costo del lavoro” è già stato fatto e che gli spazi per ulteriori manovre possono riguardare unicamente i costi amministrativi, quelli legati alle consulenze e quelli di carattere organizzativo.

Resta il problema della redditività, che sappiamo essere serio e che siamo disponibili ad affrontare senza alcun pregiudizio, anche percorrendo soluzioni innovative.

Vorremmo che anche l’Azienda dimostrasse altrettanta disponibilità, nei fatti, abbandonando vecchi modelli come quelli che poi trovano espressione nelle pressioni commerciali di tipo quantitativo ed individuasse nuovi servizi, percorsi professionali e dinamiche relazionali piu' autentiche e profonde.

3) Rilevanti i cambiamenti in corso nella struttura della rete sportellare sia per la preannunciata fusione delle banche-reti (CR Savona e CR Carrrara) sia con la preannunciata chiusura di 45 sportelli, intenzioni precedute dalla sottoscrizione il 30 settembre 2014 di un accordo sindacale per l'esodo incentivato di circa 600 risorse, insieme ad un ampia revisione della struttura retributiva con risparmi per circa 50 milioni annui.

Vogliamo fare il punto sullo stato delle Relazioni Sindacali con lo specifico contributo della First Cisl, che vanta un positivo radicamento all'interno di Carige?

La revisione e l’ottimizzazione dei costi è stata affrontata anche attraverso il citato "Accordo di Piano", sottoscritto il 30 settembre 2014, che ha individuato circa 600 esuberi, tutti gestiti con un esodo incentivato, spalmato sull’intero quadriennio 2014-2018.

Tale Accordo, pur determinando a regime un significativo risparmio alla voce “costi per il personale”, è comunque riuscito a salvaguardare gran parte della normativa legata alla contrattazione aziendale ed a ridurre al minimo le ricadute di carattere retributivo.

L’Azienda aveva dichiarato 1.200 esuberi ed il Sindacato è riuscito a dimezzarne la cifra, concordando e/o condividendo con la Banca una serie di interventi, sui lavoratori (riqualificazione e riprofessionalizzazione) e sull’intero Gruppo (riorganizzazione della Sede e della Rete).

Il tutto è stato fatto senza alcun ricorso ad interventi di solidarietà, mentre la riorganizzazione della rete sta partendo in via sperimentale.

Il modello è quello "Hub & Spoke", ma ampiamente adattato alle realtà del Gruppo.

Il tavolo di confronto è aperto: ci sono alcune problematiche che vedono le parti piuttosto distanti (ruoli professionali, organici, mansioni, pressioni commerciali, ecc.), ma che cercheremo di risolvere prima dell’estensione del modello all’intera Azienda.

Le chiusure hanno fino ad oggi riguardato agenzie di piccole dimensioni e le ricadute sul personale sono state ampiamente gestite.

La fusione della CR Carrara e della CR Savona con Carige era già nel piano precedente.

Non abbiamo oggi elementi sui tempi, anche se pensiamo che almeno una delle due incorporazioni possa esserci prima della fine dell’anno.

E’ ovvio che gli aspetti da gestire saranno moltissimi e diversi.

Non ci saranno da affrontare particolari problemi di adeguamento normativo, perché ciò è già stato in gran parte fatto nel corso degli ultimi anni.

Pochissime sono le sovrapposizioni di rete a Carrara, mentre è più problematica la situazione nel ponente ligure.

Tuttavia la FIRST, sindacato di gran lunga piu' rappresentativo all'intero del gruppo, affronterà anche questa sfida con l’impegno a ricercare le migliori soluzioni possibili in grado di difendere i posti di lavoro, la professionalità e la qualità della vita dei lavoratori e delle lavoratrici.

Siamo inoltre l’unico Sindacato ad essere presente con proprie RSA in ogni Azienda del Gruppo. Questo ovviamente ci gratifica, ma ci da anche una grande responsabilità.

Le Relazioni Sindacali, che sono promettenti ma nello stesso tempo scontano una certa immaturità, hanno ovviamente subito un forte cambiamento che segue quello della governance.

Non c’è ancora una concreta corrispondenza tra quanto si dichiara di voler perseguire, con quanto poi viene effettivamente e concretamente messo in atto.

4 ) La riorganizzazione societaria ha toccato pesantemente anche il mondo delle società prodotto con significative dismissioni: dal perfezionamento della cessione del ramo azienda delle due società assicurative, Carige Assicurazioni e Carige Vita Nuova, a Creditis, società di credito al consumo, sino a Banca Cesare Ponti, prestigiosa private banking milanese fondata nel 1871.

Come si stanno affrontando queste importanti operazioni e come stanno vivendo i dipendenti questi momenti particolarmente delicati e complessi?

Noi abbiamo sempre giudicato la cessione della SGR un errore strategico, frutto dell’emergenza in cui si trovava l’Azienda, ma che sarebbe stato meglio non fare.

Non ci sono state ricadute sui posti di lavoro, perché i colleghi sono rimasti in Carige.

Certo è stata dispersa, almeno in parte, una professionalità che veniva riconosciuta tale a livello internazionale.

Un discorso simile potrebbe valere per Creditis.

Il personale è in distacco e pertanto rimarrebbe in Azienda, tuttavia anche in questo caso non ne capiremmo la ratio da un punto di vista reddituale e di bilancio, soprattutto dopo un aumento di capitale da 850 milioni di euro.

Banca Cesare Ponti è un marchio veramente storico, operante nel Private Banking milanese e lombardo, con all’interno professionalità di eccellenza.

La Banca, a nostro avviso, non deve abbandonare questo specifico mercato Private e riteniamo un errore aver annunciato la possibilità di farlo, cedendo l’asset a terzi.

Errore probabilmente giustificato dalla necessità di rispondere in fretta alla BCE, ma a cui ora andrebbe posto rimedio.

E’ ovvio che i colleghi siano preoccupati.

La FIRST CISL in questi mesi ha cercato in tutti i modi di star loro vicino.

Il nostro Segretario RSA è un punto di riferimento per tutti i lavoratori della Ponti, ben coadiuvato dalla struttura territoriale di Milano.

Speriamo che la vicenda trovi una sua risoluzione immediatamente dopo la ricapitalizzazione.

Il rapporto tra le Aziende Assicurative e la Banca è sempre stato percepito come “poco trasparente”.

Alla luce dei fatti, o almeno di quelli che noi conosciamo, alla fine, ci hanno rimesso tutti i lavoratori con conseguenze che continueranno nei loro effetti ancora per parecchio tempo.

E’ ovvio che esiste un problema legato alla sede di Carige Vita Nuova: per i lavoratori, ma anche per il territorio, visto che è una delle poche realtà assicurative oggi rimaste in Liguria.

Quella del mantenimento su Genova del ramo Vita è la questione su cui la FIRST CISL vuole risposte concrete e si impegnerà fortemente.

5 ) Il Piano Industriale non prevede espressamente l'aggregazione di Carige con un altro gruppo bancario di dimensione nazionale.

Eppure il fermento in corso nel mondo delle popolari non esclude il possibile coinvolgimento del gruppo ligure in future operazioni.

Tra ristrutturazioni e riorganizzazioni societarie profonde, molteplici sono e le sfide.

Come può contribuire il sindacato per orientare le politiche aziendali verso il servizio autentico ad imprese e famiglie, valorizzando sempre piu' la componente lavoro determinante per qualsiasi rilancio e sviluppo futuro?

Abbiamo smesso da tempo di rincorrere voci ed indiscrezioni e ci siamo concentrati su quello che c’è da fare per riportare la Banca ed il Gruppo a produrre reddito ed a recuperare il proprio ruolo.

Continueremo a fare il nostro mestiere, ma non siamo disposti ad essere unicamente coloro che negoziano le ricadute sui lavoratori delle scelte aziendali.

Abbiamo idee innovative, che sono quelle della FIRST CISL e che avremmo voluto affrontare già in sede di rinnovo del CCNL.

Siamo assolutamente convinti che è il modello di banca a dover essere ripensato e gli ostacoli maggiori sono rappresentati da coloro che invece si ostinano a conservare le vecchie impostazioni manageriali ed organizzative.

Noi abbiamo il coraggio di proporre innovazione, nuovi servizi, nuova professionalità.

Sulle nostre proposte sfideremo l’Azienda, pretenderemo delle risposte e coinvolgeremo direttamente la nuova governance, i territori, le imprese ed, ovviamente, i lavoratori.

Lasciami terminare con una battuta sulla FIRST CISL.

I rapporti tra chi proviene dalle due esperienze sindacali di Fiba e Dircredito sono nel gruppo eccellenti e dopo l’estate vorremmo concludere la fase costitutiva per poter concentrare i nostri sforzi unicamente a favore dei nostri iscritti.

Gianni Vernocchi

APPROFONDIMENTI
23/06/2015 ,Pubblicazioni
Testo intervista
LA MIA FIBA
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DOCUMENTI VEDI TUTTI
30/06/2015 - Il Sole 24 ORE
Testo della lettera
Comunicato unitario.
Articolo
Aggiornamento Allert FattORE tempo
CAE Unicredit. Dichiarazione congiunta sulle vendite responsabili
Informativa al Comitato - Disponibilità al 25.06.15
Informativa al Comitato - Domande giacenti al 25.06.15
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