Veneto Banca, tra Scilla (trasformazione in Spa) e Cariddi (Risiko Bancario)

Veneto Banca, tra Scilla (trasformazione in Spa) e Cariddi (Risiko Bancario)

Cinque domande a Massimiliano Paglini - Segretario Responsabile Fiba Cisl del gruppo

1) La Banca Popolare di Montebelluna nasce nel cuore del nord-est nel 1877; nel 1997 diviene Veneto Banca aggregando una serie di Istituti di Credito.
Oggi il gruppo dispone di 523 filiali, presente dal 2000 anche nell'Est Europa; in Romania con la recente fusione di Banca Italo Romena nella capogruppo, in Moldavia con Eximbank, in Croazia con Veneto Banka D.D. ed in Albania con Veneto Banka SH.A.
Vogliamo fornire una breve presentazione del gruppo, con un occhio alla qualità delle Relazioni Sindacali?


Il Gruppo Veneto Banca ha ormai dimensioni nazionali e scelse nel 1997 la strada dell’autonomia anzichè una possibile aggregazione con il S.Paolo.E' composto dalla Società Cooperativa capogruppo Veneto Banca, con 4260 dipendenti, compresa la Romania, nata dalla incorporazione in Veneto Banca, di Popolare di Intra, di Banca Bergamo, di Banca Monza e Brianza, di Banca del Garda e di Carifac.
Essa controlla il 70% di Bancapulia con 714 dipendenti, il 100% delle c.d. società prodotto - con circa 200 dipendenti - Claris Leasing, Claris Factor e Apulia Pronto Prestito ed il 100% di Apulia Previdenza, oltre che il 100% delle citate banche estere, con circa 600 dipendenti.
Del Gruppo fa ancora parte Banca Intermobiliare, per quanto sia stato avviato l’iter di cessione, mentre da poche settimane non ne fa più parte IPIBI già ceduta, anch’essa nell’ambito delle iniziative adottate dal CdA per migliorare i coefficienti patrimoniali a seguito delle prescrizioni della Vigilanza.
Le Relazioni Sindacali sono state improntate ad una logica di dialogo e concertazione, con significativi risultati per quanto riguarda la contrattazione e le tutele dei lavoratori.
Già nel 2006 definimmo il Part-time ‘automatico’ per le lavoratrici madri fino al 31 dicembre del terzo anno di vita del bambino, oltre ad un sistema di regole per i percorsi di carriera orientati non solo al riconoscimento dell’anzianità ma anche delle competenze e delle professionalità, con una significativa attenzione al tema del welfare aziendale.
Fino ad oggi, con alti e bassi, siamo riusciti a tutelare e difendere i diritti fondamentali, ne è la riprova il rinnovo del CIA dello scorso anno ed il rafforzamento della Previdenza integrativa con l’Accordo del 2013, che seguì la disdetta del CIA.
I prossimi cruciali mesi ci diranno se la storia sarà ancora ‘maestra di vita’!

2) Il gruppo, dopo aver portato a termine con successo la conversione del prestito obbligazionario, è alla vigilia della presentazione del nuovo Piano Industriale.Nel novembre scorso è stato presentato il nuovo modello della Rete distributiva, mentre si assiste ad un ricambio di alcune figure manageriali.
La nomina di Rothschild come Advisor per valutare "opzioni strategiche" apre di fatto il risiko bancario.
Qual è il contributo che intende offire la Fiba per disegnare un futuro solido e sostenibile al gruppo di Montebelluna?


Le recenti vicende mediatiche e giudiziarie hanno fatto emergere diversi fattori di debolezza del Gruppo.Abbiamo appreso con un certo disappunto a quanto ammontavano le remunerazioni degli amministratori e dei managers ed il cospicuo stock di credito alle parti correlate, oltre ad alcune, usando un eufemismo, spese eccessive, che negli anni di ‘vacche grasse’ non si potevano comunque giustificare con le reali necessità della Banca.
In un recente incontro con le OO.SS., il Presidente del gruppo Prof. Francesco Favotto ha riferito che l'autonomia è un fine ed un mezzo.
Come non condividere questa valutazione, visto che il Sindacato è immerso quotidianamente nelle problematiche operative, organizzative, reputazionali e commerciali della Banca.
Pur non volendoci sostituire a chi dovrà gestire la governance aziendale, riteniamo che Veneto Banca sarà chiamata ad accelerare l'evoluzione del modello organizzativo, a potenziare il portafoglio prodotti, a migliorare l’efficienza operativa, a continuare l'azione di spending review senza penalizzare i più deboli e proseguire la politica di rinnovamento del management.
Se ci saranno i presupposti perché ciò avvenga lo sapremo con due importanti imminenti appuntamenti: il nuovo Piano Industriale e l’Assemblea dei soci.
La Fiba è pronta a fare la propria parte nell’accompagnare questa complicatissima fase della vita di Veneto Banca, a patto che si definiscano prioritariamente gli obiettivi strategici e si dica con chiarezza i soggetti coinvolti, per i quali vi dovrà essere un apporto equo ed equilibrato, senza ridurre la complessità al solo e semplice taglio del costo del lavoro.
In fondo il risultato 2014 operativo è positivo, purtroppo il bilancio sconta l'enorme quantità di rettifiche su crediti e su avviamenti.

3) Dopo il rinnovo del contratto integrativo sino al 30 giugno 2015, grande è stato l'impegno delle OO.SS nella contrattazione per mettere al centro il contributo dei lavoratori e delle lavoratrici e valorizzare i servizi tradizionali ad imprese e famiglie.Possiamo fare un bilancio dei recenti accordi stipulati con le proposte Fiba per ampliare i servizi a favore dei territori di radicamento?

La capacità di Veneto Banca di passare da piccola banca di provincia ad uno dei principali Gruppi del paese è stato rappresentato dal grande senso di appartenenza delle lavoratrici e dei lavoratori di questa azienda.Il Sindacato, e la Fiba in particolare, ha saputo ottenere tutele, salvaguardie e riconoscimenti che hanno reso sostenibile anche sul piano sociale ed occupazionale la crescita del Gruppo.
Non dimentichiamo che Veneto Banca anche lo scorso anno ha chiuso con un saldo occupazionale netto positivo, seppur in un contesto di flessibilità in entrata e di moderazione salariale iniziale, in cambio di stabilizzazioni e certezze occupazionali.
Gli ultimi segni tangibili di questa politica contrattuale sono stati il Premio Sociale Straordinario, definito a valle del collocamento dell’Aumento di Capitale, che ha rafforzato il presidio contrattuale del Welfare aziendale, già strutturato con la Polizza Sanitaria Previtalia che da cinque a questa parte è a totale carico dell’azienda, mantenendo stabilità ed efficienza nelle prestazioni.
Inoltre, da quattro anni, Veneto Banca aderisce a Previbank, Fondo Bilaterale di Previdenza integrativa del settore ABI.
Più recente, l’Accordo sulla riorganizzazione della rete che consentirà l’accompagnamento alla quiescenza di 48 colleghi con il Fondo di Solidarietà nei prossimi tre anni.
Infine, l’Accordo sulla sospensione temporanea di giornate lavorative (c.d. Solidarietà difensiva) che ha creato le condizioni perché si potessero accompagnare i suddetti colleghi.
Tutto ciò senza utilizzare il conflitto sindacale, in un contesto macro e micro di lenta e costante contrazione dei margini di manovra.

4) Il Decreto Legge nr. 3 del 24 gennaio 2015 "Misure urgenti per il sistema bancario e gli investimenti" disegna un futuro di grandi cambiamenti per il credito popolare e cooperativo.Come coniugare la tradizionale attenzione ai soci ed ai territori, con la fondamentale necessità di aprire l'azionariato delle popolari ai grandi investitori ed ai processi di internazionalizzazione alla luce della vigilanza unica BCE?
Il credito popolare della florida regione del nord-est cosa può insegnare al nostro sistema paese?


Continuiamo a ritenere un errore storico e di metodo la scelta del Governo di riformare il credito popolare per decreto.Registriamo però la volontà del CdA di Veneto Banca di accelerare nella trasformazione in SpA, dal momento che il mandato a Rothschild pare non sia solo esplorativo per operazioni strategiche, ma prioritariamente indirizzi l’obiettivo verso la trasformazione della forma giuridica in SpA.
Perdere la natura cooperativistica e mutualistica della Banca creerà un danno al Territorio, all’occupazione, al sociale, al sostegno alle economie locali ed a imprese e famiglie!
Potremo restare una banca a servizio del territorio se imprenditori, risparmiatori, soci, enti locali e politica vorranno tenere la Banca sul Territorio per preservarne i suoi caratteri di unicità e specificità, senza cadere nelle mani del capitale finanziario internazionale senza volto.

5) La Fiba Cisl del gruppo Veneto Banca si è sempre impegnata per dare una rappresentanza ai dipendenti nella governance, con proposte serie e costruttive.Nel frattempo, il Governo valuta l'inserimento di un componente eletto dai lavoratori nel futuro CDA della Rai.
Quali speranze, dunque, per vedere anche in Italia un applicazione sia pur in miniatura del modello tedesco?


Da tempo immemorabile la Fiba, anche in Veneto Banca, si è fatta portatrice di un’idea di rappresentanza dei dipendenti nella governance, che si colloca nel solco della grande tradizione della Cisl.Non vogliamo co-gestire l’azienda ma partecipare alla co-determinazione delle strategie e degli obiettivi, assieme a tutti gli stakeholder.
Crediamo che i tempi siano maturi perché nel nuovo Statuto che trasformerà la natura sociale di Veneto Banca vi sia spazio per mutuare le migliore esperienze nord-europee.
Non si chiamino più i dipendenti solo ‘per necessità’, ma si apra un costruttivo confronto con le Parti sociali per un progetto che consenta il progresso civile, economico e sociale, per Veneto Banca e per l’intero Paese.
Ci piacerebbe, davvero, su questo argomento essere all’avanguardia!

Gianni Vernocchi

APPROFONDIMENTI
25/03/2015 ,Pubblicazioni
25/03/2015 - Testo intervista a Massimigliano P.